Biscotti croccanti alle mandorle

Di |2018-11-27T17:39:03+00:00venerdì, 7 maggio 2010|biscotti|0 Commenti

Lo so che è il secondo alimento dolce di seguito che vi presento, e proprio stamattina stavo riflettendo con Emma (sì, le spiego le cose e mentre espongo a lei ascolto anch’io) sul fatto che gli alimenti dolci nel mondo naturale non sono molto apprezzati (se vogliamo escludere il miele, ma chi lo mangia a parte noi umani? Gli orsi??).

biscotti alle mandorle

Questo perché lei ogni cosa che assaggia chiede: “ma questo lo mangiano le mucche?” “E questo lo mangiano le galline?”. Immagino sia un suo modo per sincerarsi del fatto che non la sto avvelenando; si intravede un caratterino petulante niente male (da chi avrà preso? mah!

Anche la bioterapia ha ben poca simpatia per gli zuccheri in generale (nel periodo in cui mi sono curata i dolci non li potevo guardare neanche con il cannocchiale: “quando hai voglia di dolce mangia una fetta di pane e olio” mi dicevano; e ammetto che con il pane e olio la voglia di dolce passava).

Però come sapete ogni tanto io *devo* preparare dei biscotti, e possibilmente sempre diversi (altrimenti come sperimento), e stavolta sono stata rapita dall’aspetto di questi qui sul sito di cindystar (la foto parla veramente da sola… e dice: “sono il biscottino più croccante e attraente che tu abbia mai conosciuto”).

Ho apportato solo pochi cambiamenti, di cui uno però sostanziale: nella ricetta si parlava di cannella, ma io dopo l’inverno appena trascorso non ne posso più di trovarla dappertutto (la cannella scalda tantissimo), così l’ho sostituita con dei semi di anice verde (normalmente non amo affatto il sapore dell’anice, ma stavolta ci ho preso in pieno… poi mi direte).

biscotti croccanti alle mandorle

Con mio sommo disappunto gli unici pistacchi bio che sono riuscita a trovare erano salati (ripensandoci si potrebbe pensare ad una versione salata di questi biscottini, in effetti; chi li prova mi dice?), così ho sostituito la già ingente percentuale dei suddetti con *tuttemandorle*, ottenendo dei biscottini croccanti, *molto* mandorlati, e poco dolci. La cosa più importante, però, a parte la loro indiscutibile bontà e versatilità, è che a differenza ad esempio di questi, se ne possono mangiare anche cinque o sei o qualcuno in più (ehm) senza che risultino stucchevoli.

Siccome avevo solo mandorle con la buccia le ho bollite brevemente per spellarle; ma adesso vi spiego.

Ingredienti:
300 grammi di farina 00
250 grammi di mandorle con la buccia
150 grammi di burro di centrifuga
150 grammi di zucchero grezzo
2 uova piccoline o un uovo e mezzo
un cucchiaino di semi di anice verde
una presa di sale marino integrale

Per prima cosa riempite una pentola d’acqua e portatela ad ebollizione. Versateci le mandorle, lasciatele bollire un minuto, poi scolatele e lasciatele intiepidire. Spellatele una per una (l’operazione sarà veloce e indolore, le bucce vengono via in modo lupinoso – da piccole li mangiavate i lupini?) e mettetele ad asciugare all’aria su uno strofinaccio pulito. Quando saranno ben asciutte tritatele con il coltello, in modo molto grossolano.

Tirate il burro fuori dal frigo, tagliatelo a dadini e lasciatelo in una ciotola medio-grande a temperatura ambiente fin quando non sarà bello morbido; a questo punto aggiungete lo zucchero e frullate fino a quando non otterrete una crema bella morbida. Aggiungete le uova e frullate ancora.

Mettete la farina setacciata con il sale e mescolate sempre con le fruste, a bassa velocità, il meno possibile (i biscotti devono essere friabili, se frullate molto attiverete il glutine e diventeranno gommosi); infine aggiungete l’anice e le mandorle e amalgamate il tutto.

Adagiate il composto su un foglio di pellicola senza pvc che avrete steso sulla spianatoia e cercate di formare un panetto rettangolare alto circa tre centimetri. Dovete lavorare velocemente in modo che il burro non si scaldi troppo: più il burro sarà caldo, più sarà difficile formare il panetto. Avvolgete il tutto nella pellicola e mettete a riposare in frigo per alcune ore o per tutta la notte.

Quando avrete finalmente un momento di tranquillità preriscaldate il forno a 170°C, foderate la leccarda del forno con un po’ di carta forno, tirate fuori il panetto dal frigo e tagliatelo a metà con un coltello affilato, nel senso della lunghezza. Otterrete due filoncini rettangolari, uno dei due riavvolgetelo subito nella pellicola e rimettetelo in frigo, dall’altro tagliate delle fettine sottili 4 o 5 millimetri e adagiatele sulla leccarda (non c’è bisogno di metterle molto distanti tra loro, crescono pochissimo).

Lasciate cuocere per una quindicina di minuti, controllando a vista; io ho dovuto fare tipo sei o sette infornate, e le ultime il forno scaldava molto di più quindi i biscotti dovevano cuocere meno tempo. Se fossi in voi però farei un po’ di prove, lasciando alcuni biscotti un po’ più chiari e lasciandone cuocere altri un po’ di più, perché quelli che a me sono venuti più scuretti (dalla foto si notano facilmente) hanno un sapore diverso, più tostato.

Vi lascio con l’augurio di un riposantissimo fine settimana, e con un’invocazione napoletana al dio sole, tratta da una rappresentazione teatrale che amo svisceratamente :-)

Nessun commento

  1. claudia 7 maggio 2010 alle 10:44

    Mi permetto di esultare per le foto insolitamente colorate. Devono proprio essere buoni, se ti fanno venir voglia di azzurro e fucsia! Credo che apporteró la variante-anice ai miei biscottini di riso (ecco cosa mi ricordano, accidenti: i brigidini!!)
    PS: anche qui autunno, pioggia e mai sopra i 5 gradi. Ma sai che ti dico? Iuppi!! Ho la scusa per comperarmi un paio di stivali di gomma tutti stampati a colori, cosí faccio finalmente vedere alla marmocchia che anche sua madre sa saltare nelle pozzanghere (e mi vendico per tutte le volte che mi ha schizzata di acqua e fango!). Quindi, speriamo che l´effetto dell´invocazione angosciante finale tardi un attimo ;-)

  2. pappareale 7 maggio 2010 alle 11:39

    Anche io invoco al sole da napoletana climaticamente sofferente trapiantata a Bologna :-)
    Bellissimi i biscottini e devo dire che la scatola in latta è stupenda, me ne riempirei la casa!!!
    Complimenti

  3. Cleofe 7 maggio 2010 alle 14:05

    buoni i biscotti, da provare.. sigh ma non per me!
    Claudia i brigidini li conosco! anche loro nelle belle scatole!
    Ma perchè sono attratta così tanto dalle scatole? non le butto mai , rigorosamente con coperchio, tutte le adoro, poi quelle di latta mi fanno impazzire!
    mi danno idea dell’ordine e del tutto separato e a posto.. ma forse mi ci vuole una seduta !!
    p.s. scusa izn, ho scritto troppo di chiacchiere! avrei dovuto farlo di là!!

  4. jose manuel 7 maggio 2010 alle 14:48

    Que ricas galletas te han salido. Se ven exquisitas y muy buena presencia. Un saludo

  5. sara b 7 maggio 2010 alle 16:02

    sseeeeenti, gli animali non mangeranno dolci, a parte gli orsi, ma non sanno cosa si perdono! :-P mi unisco all’invocazione al sole!

  6. Castagna 7 maggio 2010 alle 16:12

    eheheh la piccola denota già uan spiccata curiosità!
    Cmq è vero, noi abusiamo di zuccheri, questao è sicuro…solo che a volte non c’è nulla di consolatorio come un bel dolcetto…per quanto io adori una fetta di pane con l’olio,eh?!
    castagna

  7. Giò 7 maggio 2010 alle 20:14

    biscotti mandorlosi? mi ci tuffo! ma i semi di anice normale vanno bene uguale?
    ..qui si gela, oggi ho scampato il diluvio (in bici senza ombrello ovviamente) per ben 2 volte!!

  8. marcella 9 maggio 2010 alle 14:04

    Che spettacolo questi biscotti, e la scatola, poi!
    Per il mio “polistirolo” sono troppo burrosi, ma li salvo, perchè secondo me fanno la loro figura nel sacchetto trasparente dei biscotti di natale, che ne dite?
    P.S.: non dare la colpa ad una povera, bella, piccola bimba indifesa!!! ;-) Tu i biscotti li fai per voi grandi!!!!!!
    P.P.S. ma il corso che fine ha fatto?????

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