Pacitti – Ricotta moscia

Di |2018-11-07T18:31:36+00:00mercoledì, 16 gennaio 2013|cacio brado|0 Commenti

Questa ve la devo proprio raccontare. Come da procedura, Stefano ci contatta per inviarci la nuova tornata di formaggi da assaggiare e cucinare, ovviamente già passati al setaccio della sua esperienza e approvati da lui.

Decido di aprire subito questa meravigliosa ricotta (lo sapete che per le ricotte c’ho una passione), la fotografo, preparo il piatto, scarico e correggo le foto e il giorno dopo mi metto al mac con wordpress da una parte e il sito dell’azienda in questione dall’altro (monitor laaargo) per scrivere questo post.
Dopo cinque minuti mi cerca Macs, un mio amico carissimo, su facebook, e mi scrive: “cara Sonia, non sono io che ti parlo, ma il basista che è in me. Ti segnalo che la dimora storica casa Lawrence di Picinisco sta aprendo una dependance della sua già bella struttura. Si tratta di una casa del 1800 con decorazioni dell’epoca (ispirate o realizzate da Mastroianni di Arpino) destinata a degustazione di formaggi prodotti in proprio e vini di qualità. la cosa più particolare è che in collaborazione con una mia amica naturalista vuole dedicare una stanza alle tisane fatte con le erbe del luogo. perché non visiti il sito e ti fai un’idea? Casa Lawrence si chiama così perchè c’è stato ad abitare quello di Lady Chatterley. baci etc.” sì sì proprio baci etc., lui scrive così, io lui lo adoro proprio.

Insomma, clicco sul link che mi ha segnalato e mi si apre… la stesso sito sul quale stavo lavorando :-DDD Quando vi dico che l’energia e il fiume esistono… e che ci navigo ogni giorno, in acque mai meno che tempestose! Evidentemente questo incontro s’ha da fare; intanto vi racconto dei loro formaggi, poi un salto ce lo farò, e presto, ché il fiume mi ci vuole portare, e chi sono io per cambiare cotanto corso?

Questa ricotta mooolto particolare viene prodotta da molti secoli (!!!) nella Valle di Comino, in provincia di Frosinone (dove ha una forma cilindrica a scalzo come quella che vedete nell’immagine ed è piccolina, di solito può pesare dai 100 ai 250 grammi), ma si trova anche nella provincia di Latina (dove ha una forma cilindrica-tubolare) e di Rieti (dove è tronco-conica e arriva anche a pezzature di 700 grammi).

È un formaggio a pasta dura e piuttosto grassa, e viene preparato aggiungendo piccole quantità di latte fresco di pecora al siero (il liquido che rimane quando si prepara il formaggio), dopo di che si lascia rassodare in fuscelle (in alcuni luoghi ancora in quelle di vimini!) fino a quando non perde tutto il liquido. A quel punto viene leggermente salata e poi affinata su stuoie di cannucce per un paio di settimane.
Non so. Vi dico solo che quando l’ho assaggiata sono quasi svenuta! È me-ra-vi-glio-sa. Solo se vi piacciono i formaggi che provengono da pecore felicissime e cresciute in luoghi incontaminati, però. E fatti a mano da piccoli produttori onesti e bellissimi, che si possono andare a trovare, con i quali si può chiacchierare e che magari se gli siete simpatici vi fanno vedere come si fanno, e vi presentano anche le pecore, una per una O:-)

Sul sito dell’azienda ho letto che questa ricottina in particolare si abbina molto bene alla pasta all’uovo in bianco e alle verdure. Guarda caaaaasooooo avevo giusto sottomano i tajarin di Mauro Musso, conoscerete presto su questi schermi (e vi assicuro che vale la pena di conoscerlo), e un bel cespo di puntarelle crude e croccanti, che aspettavano solo di essere saltate in padella con un po’ d’aglio. Potete arguire dalla foto cosa ne è venuto fuori (spettacolo!); se invece volete la ricetta vi basterà, come di consueto, fare un salto qui su Qualeformaggio :-)

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  1. Elvira 17 gennaio 2013 alle 16:30

    Il produttore che ti presenta le sue pecore e’ fantastico! :-) Purtroppo questi prodotti genuini bisogna cercarli con il lanternino magari averceli sempre a portata di mano. Piacere di conoscerti e complimenti per il tuo blog.

  2. Stefano 18 gennaio 2013 alle 09:32

    @ Elvira: il mio portale si sta preparando per presentarvene diversi di questi bravi produttori “come una volta”, e molti spediscono i loro prodotti col corriere espresso. In genere basta accordarsi con qualche amico o parente, od appoggiarsi ad un Gas (gruppo d’acquisto) per ammortizzare il costo della spedizione (15€ o poco più)

  3. jenuinō 19 gennaio 2013 alle 14:43

    wow! che bontà. sto svenendo. Sarebbe bello poter inserire questa eccellenza nel network jenuinō!

  4. Andrea 29 gennaio 2013 alle 13:14

    bel sito, d’accordissimo sul crudo e sulla bontà della ricotta.

  5. Alessandro Marciano 30 gennaio 2013 alle 11:36

    Buongiorno. frequento spesso quelle zone di cui mia moglie è originaria e confermo la possibilità di gustare prodotti tipici in via di estinzione. La domenica capita di acquistare una ricotta fresca da questi pastori, o magari di riceverla in regalo, e di assaggiarla in punta di forchetta ancora calda. Per quanto riguarda la pasta in bianco con ricotta (o pecorino) ed erbe spontanee in loco si possono assaggiare gli orapi, spinaci selvatici che crescono in alta quota del parco nazionale d’Abruzzo che confina con il comune di Picinisco.

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