Pronto, mamma? Presto, allungami la ricetta degli struffoli che la confronto con quella che ho trovato in rete e… Ricetta? Quale ricetta? Tesoro, gli struffoli li abbiamo sempre comprati, anche quando eri piccola piccola…

Vabbeh, ma la nonna li faceva, no? Ehm, beh, no, anche la nonna li comprava…

Rivendico il diritto a poter conversare con una delle mie bisnonne. E meno male che ci sono i libri, ma la tragedia è che le vere custodi della tradizione erano soprattutto meravigliose popolane illetterate. E così mi tocca sperimentare, pensando a quanta conoscenza meravigliosa è andata perduta per sempre.

Fortunatamente esiste Gennarino, vale a dire lo stato dell’arte delle ricette tradizionali napoletane, così non ho fatto altro che seguire le loro indicazioni.

Caso ha voluto che il mio amico chef di Re Desiderio (che, ve l’ho già nominato? nooooooo…) mi ha fatto dono di un meraviglioso vasetto di strutto felice, fatto con le sue manone cheffose partendo da un maiale di cinta senese. Certo, può essere sostituito con il burro, ma la consistenza e l’aroma sono molto diversi. Consiglio ai non vegetariani di utilizzare strutto, a vegetariani e vegani invece di provare lo stesso l’impasto con le dovute sostituzioni per non perdere l’occasione di gustare questo piatto antico.

Ho seguito pedissequamente la ricetta, tranne la sostituzione della farina 00 con una semintegrale, brandy al posto del liquore all’anice, che non avevo home made, e frittura in olio d’oliva (non si fa, ma non potevo intaccare la riserva di strutto felice… ho altri programmi per quel vasetto). Ho usato solo arancia candita perché purtroppo non avevo il cedro e la cocozzata.

Ingredienti:

Per gli struffoli:
400 grammi di farina 1
4 uova
2 cucchiai di zucchero grezzo chiaro
25 grammi di strutto di provenienza supersicura
un cucchiaio di brandy
la scorza grattugiata di mezzo limone
la scorza grattugiata di mezza arancia
una presa di sale
olio extravergine d’oliva
400 grammi di miele

Per le decorazioni:
200 grammi di arancia candita fatta in casa
una manciata di semi di anice verde
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
15 grammi di albume
75 grammi di zucchero a velo
un pezzo di cavolo cappuccio rosso

Il giorno prima preparate i confettini. Dopo il post del prof sui coloranti non me lo sogno nemmeno di comprare i “diavolilli”. Non sono difficili da fare, richiedono solo un pochino di manualità, e tanta pazienza.

Per primi i confettini all’anice, fondamentali per accompagnare gli struffoli. Preparate la ghiaccia reale (dal nome sembra una cosa pazzesca, ma è solo albume e zucchero a velo) montando a neve i 15 grammi di albume (con un frustino piccolo!), e incorporate poi lo zucchero a velo setacciato un po’ alla volta, mescolando bene. Se non la utilizzate subito coprite la ciotolina con la pellicola, altrimenti la superficie potrebbe seccarsi all’aria.

Scegliete dal mucchietto dei profumati semini quelli con il peduncolo, prendeteli con una pinzetta e immergeteli nella glassa. Poggiateli su un foglio di carta forno e lasciateli asciugare all’aria.

Passiamo ai confettini colorati. Potete creare un colorante naturale con un pezzo di cavolo rosso, o di barbabietola). Basta grattugiare l’ortaggio-colorante, bollirlo in poca acqua per una decina di minuti o poco più, filtrare e lasciar raffreddare. Con il cavolo rosso si ottiene un colore viola rosso molto scuro; aggiungendo qualcosa di acido, tipo limone o aceto, diventa rosso-rosso; mescolandolo invece con qualcosa di basico (ad esempio bicarbonato) diventa un blu-verde. C’è sicuramente da divertirsi usando quello che vi capita a tiro… io almeno mi sono divertita un sacco.

Il colore deve essere molto concentrato, perché se è acquoso diluisce la glassa, e non si solidifica più o ci mette troppo tempo. Una volta ottenuta la glassa colorata che desiderate, non vi resta che colarla a goccioline sul solito foglio di carta forno e poi lasciarla asciugare all’aria. Potete anche aromatizzare le goccioline al sapore che volete, facendole colare ad esempio su qualche granellino di cannella tritata.

Il giorno dopo impastate la farina con lo zucchero, le uova, lo strutto, la scorza grattugiata del limone e dell’arancia, il sale e il brandy. Mettete l’impasto in una ciotola, coprite con uno strofinaccio pulito e lasciatelo riposare qualche ora.

Trascorso il tempo di riposo impastate ancora un pochino l’impasto e formate dei cordoncini; tagliateli a tocchetti di un paio di centimetri di grandezza: dovete ottenere delle palline della dimensione di piccole nocciole.

Voglio autolesionarmi raccontandovi che ho provato ad arrotolare *ognuna* delle palline su se stessa per due volte (come si fa per i panini al latte), e che solo alla fine ho scoperto che questo procedimento serve solo a farle aprire leggermente in cottura (infatti i panini al latte e le brioche lievitano molto meglio se li si arrotola in questo modo prima di fargli fare l’ultima lievitazione).

Nella foto sopra potete vedere a sinistra le palline formate con il sistema folle e a destra quelle normali (e perfette nella loro semplicità).
A testimonianza imperitura di questa sfacchinata assurda (ma molto congeniale a me stessa) che ho fatto, le foto che potete visionare qui sotto, e che potranno nondimeno esservi utili quando un giorno proverete a fare i panini al latte.

Quando avrete davanti a voi una serie infinita di bei pallini equidistanti adagiati su un velo di farina (si attaccano che è una bellezza) mettete la quantità giusta di olio d’oliva (o di strutto felice) in una padella di ferro, aspettate che arrivi alla temperatura giusta (infilate la solita coda del solito cucchiaio di legno nell’olio – sarà pronto quando una serie di bollicine correranno dalla coda del cucchiai a raggiera verso l’esterno).

Ecco qui sotto la foto degli struffoli (i due tipi, assurdo a destra e giusto a sinistra) dopo la frittura, che come vedete, se fatta nel modo giusto, è asciuttissima (la macchia che vedete sotto non proviene dagli struffoli ma dall’olio che scolava dalla schiumarola). Fate attenzione a non farli scurire troppo, guardate le immagini per farvi un’idea del colore che devono avere.

Appena avrete tutti gli struffoli, magari ancora caldi, scaldate leggermente il miele in una pentola grande (se ricordo bene non deve superare i 40°C se volete che mantenga le proprietà nutritive), spegnete la fiamma e versateli subito dentro, mescolando molto bene (e molto delicatamente per non romperli) per fargli assorbire quanto più miele sia possibile. Aggiungete un terzo dei confetti e dei canditi.

Prendete la seconda metà del limone dal quale avete grattato via la scorza e strofinatelo bene sul piatto dove sistemerete i vostri struffoli. Quando avrete finito posizionatelo al centro del piatto: servirà ad aiutarvi a fare la forma a ciambella che vedete nella foto e conferirà ai dolcetti un profumo splendido (ho preso l’idea su questo sito molto interessante; se volete andate a vedere, ma *fate attenzione alla musica*!!).

Strofinate molto bene le mani con l’altro mezzo limone (quello “spogliato”) e ciambellate (neologismo) gli struffoli sul piatto, comprimendoli un po’ in modo che mantengano la forma una volta raffreddati.

Quando il tutto si sarà raffreddato togliete il limone cercando di evitare crolli e lasciate riposare per un giorno prima di servire (sono anche più buoni il giorno dopo).