Vi avverto, domani ci sarà un post bomba argomento libro pastonudista! Intanto, siccome a pranzo ho provato un’insalata che mi è piaciuta un sacco ed è perfetta con il clima equatoriale di questi giorni ho pensato che non potevo assolutamente non farvela vedere, che qua con il fatto che i post di Pietro sono super interessanti non riesco più a cucinare le cose mie!!! :-)

Domani pomeriggio o forse sera infatti avrete finalmente tutte le notizie sul libro che state aspettando e che sto covando da mesi e mesi e mesi, e mica solo io, a covarlo qua stiamo diventando in tanti :-)
La nota dolente è che ci sarà un video nel quale sono stra-protagonista, e insomma io più cerco di sfuggire alla telecamera e più quella mi insegue e mi dice mi dispiace ma senza di me non vai da nessuna parte. Uffaaaaaa!!! Promettetemi che non riderete!
In cambio vi racconto questa meraviglia della natura, che ho trovato qualche giorno fa qui e che però ho un po’ reinterpretato, ma neanche poi tantissimo, eh. Giusto ci ho aggiunto una pianticella miracolosa che adesso che ho conosciuta (anzi ri-conosciuta) vi propinerò spesso in tutte le salse perché è strepitosa, oltre ad essere parte integrante della tradizione napoletana. Sorvolando sul fatto che ne ho i vasi pieni sul balcone perché è un’infestante resistentissima e cresce pure alla velocità della luce.

Che buffo. Quando ero stupida, neanche tanto tempo fa, strappavo ogni singola piantina nei vasi (o forse dovrei dire vasoni) che non fosse quella che avevo piantato io. Questa mania del controllo distruggerà il mondo. Le mie predilette (nell’ordine attuale: rosmarino, timo serpillo e crespigno, acetosa e portulaca, basilico e prezzemolo, vaso delle formiche, timo stupendo, origano, erba cipollina e portulaca, menta piperita, salvia e portulaca, zenzero, mentuccia, portulaca e non ancora identificata — forse piantaggine —, crespigno e varie ed eventuali, e last but not least il mio amatissimo rafano), erano spesso malate, piene di farfalline, bruchini, moschine, tutte smunte e scocciate. Ma con la terra pulitissima, eh, non un filo d’erba che le disturbasse. Ma che scema sono stata!!
Da quando Giancarlo mi ha finalmente bastonata, ho cominciato a lasciare le cose come stavano, limitandomi a tagliare le erbe spontanee (il prossimo che le chiama erbacce gliele faccio assaggiare e poi mi dice) lasciando però le radici nel terreno, e distribuendo sopra quest’ultimo le foglie tagliate a pezzetti, creando una bellissima copertina che in estate aiuta la terra a rimanere umida evitando che l’acqua evapori e in inverno tiene le radici al calduccio.

Ho anche fatto una cosa che mai avrei creduto di fare in vita mia. Ho raccolto un sacco di lombrichi ciccioni nella terra del patio e li ho portati nei vasi sul balcone.
Non potete immaginare la differenza. Le mie piantine sono rinate. A parte le formiche, che hanno colonizzato un vaso e qualunque cosa ci pianti si riempie di afidi neri (diciamo che il suddetto vaso è stato sacrificato alla biodiversità) non ho più visto una farfallina, una muffa, una piantina secca o sofferente. Incredibile ma vero… meno ti preoccupi e meno agisci meglio è. La natura ci vuole rilassàti!

Vabbeh, passo alla ricetta se no continuo a parlare di piantine fino all’estate prossima. Provatela, è stupendamente rinfrescante, e se non avete la portulaca (che, per caso l’avevate capito che è lei la pianta infestante?) semplicemente non ce la mettete. Questa insalatina estiva funziona perfettamente anche senza.

Ingredienti:
mezzo melone cantalupo
tre o quattro pomodori succosi
qualche rametto di portulaca
15 grammi di aceto di mele
15 grammi di olio extravergine d’oliva
mezza piccola cipolla rossa
1 cucchiaio scarso di zucchero grezzo
1 presa di sale marino integrale (se avete il fior di sale meglio)
qualche foglia di basilico
qualche foglia di menta
pepe in grani

Per prima cosa affettate mooolto sottilmente la cipolla, mettetela a bagno in una ciotolina nella quale avrete mescolato l’aceto con lo zucchero e il sale e lasciatela riposare una mezz’oretta. Dopo questo trattamento non vi accorgerete neanche di mangiarla.
Intanto togliete la buccia al melone e fatelo a dadini, lavate i pomodori, tagliate anche loro a dadini e mettete tutto in una ciotola.
Se avete la portulaca lavatela, staccate le foglioline croccanti e meravigliose (tenete conto che i rametti più sottili si mangiano e sono buonissimi) e mettete anche questa insieme ai cubetti di pomodori e melone.
Aggiungete l’olio al composto di aceto, mescolate per bene e versate tutto nel cubettame, mescolando molto delicatamente con le mani. Aggiungete anche le foglioline di basilico e di menta strappati con le mani, salate e assaggiate. Adagiate nei piatti e spolverate con un po’ di pepe appena macinato. Servite come piatto unico con un po’ di pane fatto in casa o come contorno a carne, pesce o formaggio grigliati.