Dell’uovo (che si apre)

Di |2018-11-07T18:53:48+00:00giovedì, 22 aprile 2010|viaggiare leggeri|0 Commenti

Tutto è iniziato con l’uovo. Ab ovo, come diceva Orazio. No, non mi riferisco all’uovo cosmico. Anche se non posso negare che mi affascina non poco il fatto che in Egitto, più o meno dal 1300 a.C., il geroglifico corrispondente alla parola “figlio” fosse un uovo. E che dalla Polinesia fino al Perù, passando per la Grecia e la Finlandia e in mille e mille altri luoghi, l’uovo sia simbolo di fecondità, di vita, di rigenerazione, di energia concentrata.
stagionalità cibi primavera
Vale un clic su questa pagina l’immagine della Sacra Conversazione di Piero della Francesca: altro che Gesù Bambino! Io la prima cosa che ho visto è stata l’uovo appeso, che ho sempre trovato uno dei più ipnotizzanti della storia dell’Arte. Qui, invece, potrete trovare altri spunti interessanti, tra i quali anche una pagina che mi ha fatto ricordare la madre di un mio compagno di classe delle superiori, che consigliava sempre lo zabaione ad un nostro amico parecchio sciupato.
A casa mia, invece, ci sono sempre state le uova sode con le prime insalatine primaverili, o con gli asparagi. Oppure la stracciatella in brodo. O le uova sode ripiene di tonno e maionese. Tutte cose che non mangiavo molto volentieri (o non mangiavo affatto). Credo che mia madre si preoccupasse perché non potevo bere latte, o forse era la moda di allora, o forse l’aveva consigliata il medico di famiglia, ma mi faceva sempre un tuorlo d’uovo sbattuto con lo zucchero (ed anche un poco di cacao, talvolta).
L’unico ricordo che salvo a base di uova è il famoso “risotto dello sportivo”: riso lesso con tuorlo d’uovo crudo, poco burro crudo e abbondante parmigiano. Beh, quello un suo fascino ce l’aveva, e lo cerco ancora, talvolta. O la carbonara, ai tempi dell’università. Poi, per un periodo, basta. Mi faceva un’impressione tremenda mangiare uova, perché non le vedevo come un concentrato di vita *in fieri*, ma proprio come una specie di embrione con tutto l’ambaradan.
Comunque, fatto si è che (come si dice da noi), appena dopo Pasqua, mi è venuto ‘sto trip di uova. Non sode, non fritte, non poché (ho finalmente capito la differenza tra uovo poché e uovo in camicia). No, io voglio l’uovo da colazione, il “Frühstück Ei”: sei, sette minuti al massimo. Quello con il tuorlo morbido e caldo e l’albume ben cotto. Quello che nelle pensioni di qui trovi sul buffet in un cestino, avvolto morbidamente in un panno a quadretti, perché non si raffreddi troppo.
Al mattino, a colazione, su una fetta di pane appena tostato, con un filo d’olio ed un pizzico di sale e pepe. O a pranzo, un minuto più cotte, mescolate in insalata con la valerianella e i crostini di pane, con l’inseparabile olio di oliva. La mia cultura e quella tedesca si scazzottano, spesso. Ma devo ringraziare questo posto, se ho imparato ad amare e rispettare le uova (ed il coniglio pasquale). L’ho capito subito, confrontando le due versioni del termine “uovo”, sul wikipedia tedesco e su quello italiano. Quello tedesco ha una voce per “uovo sodo”, tutta sua, con tanto di paragrafo dedicato alle “uova nella letteratura”, tra Thomas Mann, Oliver Twist e Viaggi di Gulliver.
Vi invito a leggere almeno il paragrafo dedicato alle informazioni nutrizionali, su quello in italiano. Così, tanto per capire che meraviglia la natura ci mette a disposizione: “forniscono una grande quantità di proteine complete di alta qualità, che contengono tutti gli amminoacidi essenziali per gli esseri umani, e forniscono quantità significative di parecchie vitamine e minerali, compresa la vitamina A, riboflavina, acido folico, vitamina B6, vitamina B12, ferro, calcio, fosforo e potassio. Il tuorlo, inoltre, contiene la colina, sostanza nutriente importante per lo sviluppo del cervello, suggerita alle donne incinte per assicurare un sano sviluppo del cervello del feto. Sono, inoltre, uno degli alimenti singoli meno costosi contenenti proteine complete“. Che, di questi tempi, non è cosa da poco.
Che, poi, si parla sempre di uova di gallina. Ma ce ne sono di altri animali, altrettanto buone. Io, per esempio, ho mangiato solo quelle di quaglia, finora. Ma solo perché non mi è mai capitato altro, sottomano. Izn ne ha una di struzzo, ma ho dimenticato di chiederle se l’aveva svuotata lei, o Zac, o tutti e tre insieme. Quelle dei pesci no, non le voglio mangiare. Per una questione di gusto, ma sicuramente anche culturale. Perché non devo necessariamente ammazzare una gallina, per mangiarne le uova.
Ma sto di nuovo divagando. Fondamentale è l’origine, dell’uovo. Sullo stesso link di wikipedia, qui sopra, è spiegato in modo molto chiaro. Ma anche Cembolina si è data parecchio da fare, mi sembra ;-). Questa cosa delle uova al colorante mi ha davvero impressionata, devo dire. Grazie, o divulgatrice consapevole (Izn, facciamo un circolo?).
Nelle uova dei polli d’allevamento si concentrano molte sostanze (antibiotici, ormoni…), in quantità di gran lunga maggiori che nelle carni. L’uovo, come seme, racchiude in sé tutti gli elementi vitali ed ha quindi un potere nutrizionale ed energetico unico. Ma assorbe anche con grande facilità tutte le sostanze tossiche. Per questo, usando uova di galline felici, rigeneriamo il nostro organismo in modo molto più efficace (altrimenti rischiamo quasi di intossicarlo di più, oserei dire…). Questa potrebbe essere un’idea, direttamente dalla biblioteca del Pastonudo (Izn, ma quanto leggi?).
Altro consiglio: evitare di abbinarlo ai latticini. Lo so, la frittata di Izn è squisita e non voglio assolutamente polemizzare (sia mai, con Izn, poi!!). Non finirò mai di ripetere che non sono nè un medico nè una nutrizionista (non che me ne vanti, peraltro). Semmai una raccoglitrice di notizie e tradizioni storico – culinarie, secondo le quali l’uovo condensa in sé l’energia creatrice, visto che da esso origina la vita. Per questo non andrebbe mescolato col latte ed i suoi derivati, che invece hanno una funzione solo nutritiva. L’uovo crea, il latte nutre, e questi due elementi raggiungono la massima efficacia solo se agiscono separatamente.
La medicina hassidica, poi, ritiene che il seme (l’uovo), non vada mai associato alle carni, perché ciò da cui origina la vita contiene una qualità energetica che viene inibita dalla carne dell’animale adulto. Soprattutto in primavera.

Perfetto, quindi, lo sposalizio con verdure e frutta, spremute e succhi, spezie, infusi e tè. Tensioni in vista, invece, con affettati e pancetta (e adesso chi lo dice agli inglesi?), latte e formaggi, carne, burro, vino e alcolici, bibite gassate, caffè e cioccolato (qualcosa mi dice che non fa bene nemmeno essere così rigidi, però ;-)).
Se preparato nel modo giusto non fa ingrassare (ha solo 75 calorie, per i maniaci di queste cose), non è difficile da digerire e non fa male al fegato (qui sarei curiosa di sapere se qualcuno ha notizie riguardo al fatto che, in un individuo sano, un uovo ogni tanto favorirebbe lo svuotamento della cistifellea. Ehm… Elena, ci sei?). Una curiosità: l’albumina (la proteina presente nell’albume), è fondamentale per la formazione dei nostri tessuti, ma viene assorbita dall’intestino solo se, attraverso alte temperature, si coagula. Per questo l’uovo cotto è più nutriente dell’uovo crudo.

Infine, a chi sostiene che le uova sono uova, e non importa chi le fa (opinione che peraltro io rispetto), vorrei regalare una ricetta usata sia nella medicina spagirica che dai frati erboristi, con lo scopo ultimo di sconfiggere la stanchezza di primavera: basta bollire, in un pentolino, due manciate di tarassaco (fiori e foglie), dei rametti di timo, di rosmarino e di salvia. Mentre l’acqua bolle, immergerci l’uovo, per circa tre minuti. L’uovo si mangia e l’acqua si beve o, se proprio l’idea vi fa inorridire, ci si lava il viso o si mette nell’acqua del bagno. Questo perché la porosità del guscio fa sì che l’uovo assorba le energie sottili delle sostanze con cui viene in contatto, potenziandone la loro azione energetica.
La prima volta che ho letto dei commenti, qui sul pasto nudo, ricordo che si riferivano ad una discussione sull’odore-da-frigo. Ecco, se a qualcuno piace il tartufo, e lo tiene vicino alle uova, poi se ne accorge. Che, poi, questa cosa di tenere le uova in frigo non l’ho mai capita. Ma perché? Qualcuno lo sa? Tutti i proprietari di galline che conosco le tengono fuori, dal frigo. Dicono che basta non superare una temperatura di 25 gradi. Mah!
Ecco: la prima ricetta che ho trovato che soddisfa tutti quei requisiti di cui sopra (abbinamenti etc etc) è quella di Sara. Dalla foto credevo fossero acciughe; il mio cervello non arriverebbe mai a pensare di tirar fuori un un sac à poche per farci tutti i ghirigori di salsina (ehm… anche perché mi sa che la mia tasca da pseudo pasticcera è ormai inutilizzabile, visto che io e la marmocchia l’abbiamo usato per farci un quadro con gli acrilici ;-) Una bella cucchiaiata e spatapam, nel piatto a mò di mensa (sigh!).
Altro? Mmmm… Questa, per esempio, magari in versione primaverile (col brodo vegetale, intendo); o questa, di cui mi piace molto il disegno (poi, quando ho letto 5 gr di prezzemolo ho proprio pensato fosse perfetta per Izn ;-))

Nessun commento

  1. jennifer 22 Aprile 2010 alle 13:53

    Urca…ma quanto hai scritto!!!!Ci ho dato una letta veloce e stasera o domanio con piu’ calma leggero’ x benino…le uova sono un mondo che m’intriga!!!!

  2. Giò 22 Aprile 2010 alle 14:22

    questo post è stupendo (e quale mai non lo è?ma questo mi ha letteralmente rapita)
    sarà che amo i cibi dal forte carico simbolico, mi affascinano mi sembra di nutrirmi con un alimento primordiale…è bello sapere che l’uovo è rivalutato non solo da me, per anni a casa mia è stato demonizzato per il colesterolo e da piccola lo odiavo perchè mia madre me lo faceva ingurgitare alla coque e io odio l’albume crudo (credo di non digerirlo neppure)..quindi relegato a ingrediente per le torte oppure in cibo goloso in versione uovo al tegamino fritto…unico lato positivo: ho sempre mangiato le uova biologicissime della vicina di casa che aveva un piccolo allevamento in campagna! da quando ho il pieno controllo della mia cucina invece l’ho rivalutato moltissimo, ho imparato a cuocerlo correttamente(avete presente l’uovo sodo verde?) e ora mi sono innamorata delle uova in camicia….deliziose, le mangio almeno una volta a settimana!
    mi permetto di segnalare il libro di Michel Roux dedicato alle uova, un libro davvero speciale!
    ps. il dipinto di Piero della Francesca l’ho sempre adorato ed è verissimo, lo sguardo punta sull’uovo, il dipinto sembra strutturato apposta per quello, tutto converge lì.

  3. Erborina 22 Aprile 2010 alle 15:17

    Bellissimo post! E’ un onore che tu abbia scelto una delle mie ricette per “illustrarlo”. Grazie mille!! :)

  4. izn 22 Aprile 2010 alle 16:41

    ehm… non l’abbiamo svuotato l’uovo di struzzo. È che non lo sapevo, ai tempi, o meglio non ci avevo pensato. Così l’uovone si è mummificato all’interno, e quando lo agiti senti qualcosa di molto pesante e tondo che sbatte dall’interno. Fine del film dell’orrore… Che, si vede che stanotte l’ho passata in bianco con mia figlia? Anche la foto dell’uovo rotto (nelle mie intenzioni voleva essere un uovo che si schiude in un nido di pasta) testimonia :-/

  5. claudia 22 Aprile 2010 alle 17:36

    @Gió: grazie per il libro! Mi piace moltissimo che chi legge arricchisca i post in questo modo (magari Izn potrebbe aggiungerlo in fondo, dove ci sono i link…che dici, Izn? – santa pazienza… ;-)
    per il tuorlo blu, anch´io ho dei ricordi simili, sepolti da qualche parte (eh eh). Se a chimica ci avessero spiegato cose come queste, avrei scelto un´altra facoltá (ferro del tuorlo + solfuro di idrogeno dall´albume = solfuro di ferro. Ho capito giusto?)
    Lo stesso motivo per cui non capivo perché tutti i tedeschi hanno in casa i portauova e gli appositi cucchiaini in plastica (o comunque mai argento). Ma in questo caso il gusto cambia molto di piú!
    @Erborina: ho scoperto il tuo blog non so perché, forse attratta dal logo (proprio carino!), e le tue ricette mi piacciono molto!
    @Izn: l´uovone mi fa troppo ridere…riempie proprio la bocca: u-o-v-o-n-e.
    Ma quello *é* un uovo che si sta rompendo entro pochi secondi! Ed in un nido di pasta, per di piú!

  6. Cleofe 22 Aprile 2010 alle 18:02

    le uova di papera! le fettuccine fatte in casa ottime.. la pasta viene duretta anche se la stendi sottile.

  7. arabafelice 22 Aprile 2010 alle 18:28

    Le uova!!! Oltre ad esserne dipendente, cotte in ogni modo, ammetto di mangiarle crude…o meglio, il solo tuorlo di provenienza certissima, condito con un pizzico di sale ed una generosa spruzzata di limone, l’uovo all’ostrica, lo chiamava mia mamma…ed il mio colesterolo e’ sempre a posto lo stesso!
    Grazie del bellissimo articolo :-)

  8. elena 22 Aprile 2010 alle 19:57

    Eccomi!
    E’ vero, l’uovo favorisce lo svuotamento della colecisti, per cui per chi ha problemi di colecisti potrebbe non essere troppo indicato (rischia di scatenare una colica).
    Detto questo, è un alimento che in Bioterapia si usa tranquillamente. In generale non lo consiglio sodo alle donne perchè da un tipo di spinta “energetica” molto maschile. Si può cuocere però tranquillamente al piatto o in camicia, al limite anche alla coque.
    E’ indicato come quota proteica serale perchè non aggrava la funzionalità renale e perchè non è irritante sul sistema nervoso, quindi non disturba il sonno.
    Si associa bene a tutte le verdure, cotte e crude.

  9. jennifer 22 Aprile 2010 alle 20:07

    Eh eh eh…ho appena cenato con una bella frittatina compsta da uova,foglie di ravanello(Sissi’ Claudia,quelli li…. ;-) ) e qlc pezzetto di tofu..il tutto spolverato da gomasio!!!!!

  10. Gloria 23 Aprile 2010 alle 10:22

    che post interessante Claudia! io tengo le uova in frigo più per ragioni di spazio che altro ma nemmeno io ho mai capito le modalità più appropriate di conservazione, da 25° a 4° del frigo c’è una bella differenza e non so se ci siano anche delle conseguenze sul sapore o meno… oggi farò una ricerca, se trovo qualcosa di interessante a proposito lo scrivo!

  11. sara b 23 Aprile 2010 alle 11:35

    l’uovo di piero… che grande citazione hai fatto :-) post bellissimo e pieno di “vita”, come l’uovo. le uova di pesce però non le vedrei così male: quando mi capita un pesce intero e con le uova dentro (penso alla carpa, o all’aringa) non me le lascio scappare, sono buonissime! e poi quel pesce viene comunque mangiato: è chiaro che se fosse allevato o pescato solo per le uova beh… stendiamo un velo :-|
    grazie per aver citato le “mie” uova alla frate indovino: che buone che sono! :D bacioni

  12. claudia 23 Aprile 2010 alle 12:18

    @Sara: ehm…é che non mi piacciono…sará la consistenza, o che ne so! Ci sono degli alimenti che proprio non riesco, e ultimamente ancora di piú. Non molti, in realtá. Ostriche, molluschi e corstacei in genere, tartufo, caviale: ci ho provato e riprovato, e con materie prime di qualitá sopraffina, ma niente! Secondo me nelle ultime dieci vite (oltre che in questa, chiaramente) ero molto povera, e semplicemente il mio palato non é abituato ;-)

  13. Cleofe 23 Aprile 2010 alle 15:00

    e della bottarga …ne vogliamo parlare? due spaghetti con aglio olio e bottarga grattata sopra???
    ma perchè a me piace tutto? arch
    elena che ne pensi ?

  14. elena 23 Aprile 2010 alle 21:26

    @cleofe: la bottarga è un’altra di quelle cose un pò riservate agli uomini, spinge sul surrene (come le uova sode). Diciamo 3 volte l’anno?
    Agli uomini anche 1 volta a settimana.

  15. izn 23 Aprile 2010 alle 21:57

    bottarga riservata agli uomini… i miei cinque pianeti in vergine adorano questa donna :-)
    @claudia e sara: io adoro le uova di pesce!!! sono una depravata! e anche ostriche, molluschi e crostacei. Mi sa che nelle ultime dieci vite ero una riccona. E poi è venuta questa :-/
    @elena: io ho la colecisti dismorfica (ettepareva, che mi potevano fare qualcosa di semplice a me) e confermo assolutamente l’uovo che fa venire la colica. Però non so perché a volte mi ammazza, a volte passa inosservato. Sarà il metodo di cottura? ieri sera ad esempio colica da manuale, avevo fatto l’uovo al piatto ma l’avevo cotto troppo e il rosso era diventato quasi sodo. Uff…

  16. elena 23 Aprile 2010 alle 22:11

    izn@ eh si, la modalità di cottura influisce non poco… se lo fai cuocere troppo ti può dare dolori. potresti provare in camicia, magari riesci a modulare meglio i tempi di cottura (anche se in generale, se azzecchi la cottura, al piatto è più digeribile).

  17. Cleofe 23 Aprile 2010 alle 22:34

    anche io izn adoro molluschi e crostacei , ma non c’entra con le uva vero?
    per la bottarga non ho capito, cioè noi donne la possiamo mangiare non più di 3 volte l’anno e gli uomini anche una volta a settimana? spinta energetica? vuol dire che diventiamo più aggressive ?
    uff..uff.. non capisco!!

  18. elena 24 Aprile 2010 alle 10:08

    @cleofe: : vuol dire che spinge di più verso la produzione di ormoni maschili, per cui non è conveniente; si potrebbe usare un pò più tranquillamente nelle donne iperestrogeniche ma qui entriamo un pò troppo nello specifico.
    Se ti piace ogni tanto usala ma magari associata ad un alimento che bilancia la spinta maschile, chessò, salvia o papaia.
    E comunque si, in un certo senso rende più aggressivi; la Dottoressa Arcari a chi doveva intraprendere un lungo viaggio e guidare di notte faceva prendere 2 uova sode, 1 sedano in pinzimonio e un caffè. Diceva che era una combinazione che teneva svegli come grilli.

  19. claudia 24 Aprile 2010 alle 11:49

    Elena, ma che mondo mi si sta aprendo? Cibi che spingono verso la produzione di ormoni maschili e altri verso quella di ormoni femminili? E se la stessa cosa la cuocio in modo diverso mi spinge di piú o di meno? Ma é uno spettacolo! Senti, facevamo che (come si diceva da piccoli ;-) in uno dei tuoi prossimi post metti la lista per benino, tipo tutti quelli per gli ormoni maschili e tutti quelli per gli ormoni femminili? Ti prego ti prego…
    No, perché mi sa che io mangio troppi di quelli da donna e Alex troppi di quelli da uomo…sai com´ é… ;-))
    Saró mica l´unica interessata, qui dentro, accidenti!

  20. Cleofe 24 Aprile 2010 alle 14:30

    mi associo , sono più che interessata!

  21. elena 24 Aprile 2010 alle 16:15

    @claudia e cleofe: ci posso provare anche se la cosa è un pò più complicata; diciamo però che una lista base si può provare a stilare.

  22. Gloria 25 Aprile 2010 alle 11:20

    Sarei molto interessata anche io, anche una lista base andrebbe benissimo… io per esempio mangio più di tre volte l’anno la bottarga, mi piace moltissimo…
    Per quanto riguarda le modalità di conservazione delle uova da quanto ho carpito se conservate in frigo durano fino a 3 settimane, a temperature fino a 25° invece durano al massimo una settimana…

  23. tepperella 25 Aprile 2010 alle 15:09

    interessantissimo e spassoso questo posto sull’uovo. da divulgare! io vado pazza per le uova, di tutti in tipi e preparate in tutti i modi! un modo sano veloce e colorato per risolvere un pasto! ciao!

  24. claudia 26 Aprile 2010 alle 07:45

    @Elena: scusa, ma io ti “sfrutto” fino in fondo: tempo fa abbiamo fatto fare alla bimba il test per le intolleranze alimentari (visto che lo fa il suo pediatra, non é invasiva e dovevamo comunque andarci per la visita di controllo dei 2 anni, mi pare). Quando ho visto “tuorlo d´uovo”, preoccupata, ho chiesto spiegazioni: mi ha risposto che é normalissimo, almeno fino ai cinque anni. E che lui, comunque, non consiglia mai piú di un uovo alla settimana (se proprio proprio i genitori insistono). Che giá ci sono nelle torte o nei dolci o nei ravioli, e dice che quelli bastano e avanzano. A parte che a lei piace molto l´albume, ed il tuorlo lo lascia comunque lí…peró mi ha incuriosita, questa cosa, perché anche gli altri bimbi dell´asilo, quando ci sono le uova sode (ehm…con una salsa di panna e burro e senape, sigh…non voglio pensarci…), il tuorlo lo lasciano nel piatto. So che la curiositá mi resterá anche dopo il quinto compleanno, per cui ne approfitto…cosa ne pensì? (poi mi sa che facciamo un forfait, per il compenso ;-))

  25. elena 26 Aprile 2010 alle 17:09

    @claudia: l’uovo è un alimento allergizzante per cui se c’è una tendenza alle allergie è meglio andarci cauti; quello che dice il tuo pediatra è vero; nei dolci, nelle paste ripiene, e nella maggior parte dei prodotti da forno le uova sono presenti, quindi un uso parco di uova come tali (se si usano tanti prodotti che ne contengono) mi sembra ragionevole.

  26. Cembolina 27 Aprile 2010 alle 12:28

    ohmacosamistavoperdendomai!!!
    che son stata via dal pc per qualche giorno e questo splendido post mi era sfuggito…
    dunque, a parte tutti i riferimenti culturali sull’uovo, direi che chi ha goduto di più di questo post è stata la mia bambina interiore. sono affiorati ricordi sopiti da tempo. l’uovo sbattuto con lo zucchero servito nella tazzina di ceramica beige coi fiori marroni. e i litri di zabaione che preparava mia mamma per gli ospiti. e il risotto dello sportivo? io lo chiamavo semplicemente riso all’uovo e credevo se lo fosse inventato di sana pianta mia mamma! :-) lo adoravo e lo adoro. e lo propino anche al pargolo ogni tanto. che se lo slurpa.
    ma il mio pargolo dev’esser strano, però. che lui se gli doò l’uovo sodo si mangia il rosso e lascia l’albume… mah… chissà da chi ha preso la stranezza…? :-D
    grazie, claudia. onoratissima del link. :-)
    baci
    cemb
    @ elena : sìsìsìsìsì!!!! mi associo al coro di chi vuole la lista degli alimenti con la spinta energetica!!!! :-)

  27. marco 1 Febbraio 2011 alle 11:45

    Uova sode e un bel bicchiere di vino rosso! un aperitivo classico!

  28. Max 7 Giugno 2011 alle 11:36

    Mi piace farlo rotolare nella mayonese tedesca..nel risorgimento già lo facevano col sale…l’ho visto su un programma al satellite..

  29. fabio 10 Agosto 2011 alle 12:03

    modo molto particolare di scrivere. scorre tutto fluido e soprattutto fa venire una gran fame nonostante l’orario! complimenti!

  30. claudia d. 11 Agosto 2011 alle 11:12

    @Max, scusa, ti ho letto solo ora…beh, anche qui da noi uovo sodo sempre e comunque con sale e pepe, dalla notte dei tempi! Per quanto riguarda la maionese, ehm…beh, non so perché ma non la sopporto. Saró malata…;-)
    @Fabio: grazie.

  31. VuZeta 31 Agosto 2011 alle 14:18

    Cosi’.. per completezza di informazioni sul modo di coltivare le uova riporto questo articolo
    Se e’ vero non so!

  32. izn 31 Agosto 2011 alle 15:04

    @Vuzeta: eh, l’abbiamo visto anche noi stamattina quell’articolo. Il problema è che fa un gran bel po’ di confusione, come spesso i giornalisti che evidentemente ci capiscono poco, fanno.
    Innanzitutto galline allevate a terra non significa galline allevate all’aperto e tanto peggio in modo tradizionale: galline allevate a terra vuol dire galline allevate per terra *dentro* capannoni con luce artificiale e alimentate con mangimi e schifezze varie (che cavolo vuol dire “sottoposte a un’identica alimentazione”?!!!!!). Guarda qui, su questo sito spiegano molto chiaramente la differenza tra le varie distinzioni “legali”.
    Bisognerebbe dare uno sguardo allo studio, quello vero, e vedere di cosa si stava parlando veramente. Ma se hai assaggiato un pollo allevato all’aperto (e non a terra) e alimentato con ciò che avrebbe mangiato se avesse scelto da solo, ti assicuro che non hai dubbi su quale sia migliore, da tutti i punti di vista: da quello del gusto, da quello della salute e da quello della giustizia (per i polli).
    Tieni conto che gli interessi delle industrie di mangimi e di quelle degli allevamenti intensivi in genere sono enormi. E che se quest’articolo ha messo dei dubbi a te, figurati a chi non si è mai interessato dell’argomento. Vorrei veramente fare una chiacchierata con il giornalista che ha scritto il pezzo, avrei un paio di cose da dirgli.

  33. claudia 31 Agosto 2011 alle 16:10

    Che mito questi scienziati! Pensa te: hanno preso 400 galline, hanno dato loro lo stesso cibo (e gli stessi antibiotici, probabilmente), e hanno variato uno solo dei mille parametri che incidono sulla qualitá di un alimento. Metá le hanno messe in una gabbia tipo scatola da scarpe, l´altra metá nello stesso spazio, ma senza sbarre. Incredibile! Sono uguali! Accidenti, ed io che pensavo che le sbarre influissero sulle qualitá organolettiche delle uova deposte…
    PS: qualsiasi studente di scuola alberghiera distingue “a mano” un uovo di gallina razzolante, anche senza averlo assaggiato (dalla consistenza del tuorlo). Per non parlare del sapore.
    Izn…questo articolo non é stato scritto da nessun giornalista…sará un semplice copia incolla di una notizia di qualche agenzia (di solito le mandano a tappeto, tanto per instillare il seme del dubbio. Anzi, il baobab, piú che il seme)

  34. VuZeta 8 Settembre 2011 alle 10:28

    Illuminante il sito, effettivamente mi rendo conto che di uova non ne sapevo proprio nulla (e neanche il giornalista)! Visto da questa prospettiva quell’articolo non ha senso, grazie! :-)

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