L’ho fatto di nuovo. Ho ceduto ancora una volta alla puntigliosità. Che ci posso fare se mi rilassa fare cose ripetitive e precisissime? Forse devo scontare un karma, in un’altra vita sarò stata un’arruffona che faceva le cose alla “sanfasò” (espressione napoletana della mamma, pare derivante dal francese “sans façon”).

marmellata speziata di arance01

Come vi ho già raccontato quest’anno abbiamo cominciato a comprare le arance direttamente dai produttori siciliani e devo dire che ho notato un netto miglioramento dal punto di vista della salute.

Per adesso ce la siamo cavata con poco o nulla dal punto di vista delle influenze stagionali, e non posso attribuire la cosa in toto allo yoga (che anche fa molto, eh), perché anche lo zac per adesso regge bene (e lo zac è contrario allo yoga).

Poi non è che ci sia nulla di strano, lo sanno pure le pietre che le arance sono piene di vitamine e una bella spremuta al mattino etc etc, solo che è sempre divertente toccare con mano quanto tutto questo funzioni veramente.

marmellata speziata di arance02

Vabbeh. Insomma mi sono resa conto che qui sul pasto nudo una marmellata di arance nuda e (quasi) cruda non c’è, visto che il procedimento per fare quella di melangoli (=arance amare) è sensibilmente diverso, e comunque per mettere le arance in conserva ce ne sono milioni di modi, tutti ottimi e tutti divertenti.

scorzette di arance

Ad esempio questo con le scorzette e un sacco di spezie è semplice e la marmellata è strepitosa, dovete assolutamente provarla (e personalizzarla, ovviamente). Non è che dovete per forza fare come me, che ho preso ogni singolo spicchio di buccia, l’ho sdraiato sul tagliere operatorio.

bucce di arancia

Che mi sono armata di coltello bisturi, ho asportato ogni traccia di albedo chirurgicamente (mai sentito parlare di chirurgia estetica degli agrumi?) e poi ho affettato ogni singola sfoglia di pura buccia arancione a striscioline di 1,3 millimetri di spessore. No. Potete anche usare un pelapatate, facendo molta attenzione a non asportare la parte bianca.

Ingredienti:
1 kg di arance
un limone
700 grammi di zucchero grezzo chiaro
mezza bacca di vaniglia
una decina di bacche di cardamomo
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
due o tre chiodi di garofano
qualche bacca di anice stellato

Lavate per bene le arance, asciugatele e asportate la buccia con il solito metodo (taglio calotta superiore – taglio calotta inferiore – spicchi). Tagliate le arance a pezzetti sopra una ciotola di vetro grande, in modo da raccogliere il liquido che sgocciolerà, e mettetele nella suddetta (ciotola). Aggiungete la mezza bacca di vaniglia aperta a metà nel senso della lunghezza, le bacche di cardamomo, quelle di anice stellato e i chiodi di garofano macinati, e la cannella, lo zucchero e il succo del limone. Mescolate per bene e coprite temporaneamente con un coperchio o un piatto rovesciato.

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Adesso dedicatevi alle scorzette. Se volete seguire il mio amato metodo Dexter, sdraiate ogni singolo spicchio delle bucce di arancia sul tagliere, munitevi di coltellino affilato e in due o tre passaggi asportate l’albedo. Tagliate poi a striscette mooolto sottili le bucce denudate e mettetele nella ciotola insieme a tutto il resto, mescolando ancora per bene. Sigillate con la pellicola e lasciate una notte a macerare (o comunque dalle 12 alle 48 ore). Il giorno dopo troverete le arance immerse nel loro succo, che dovrebbe essere già bello denso e sciropposo.

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Mescolate di nuovo tutto e versate in una pentola di acciaio con il fondo pesante o di rame stagnato, o insomma la migliore pentola da marmellata che avete. Mettete sul fuoco a fiamma medio alta fino a quando il composto non raggiunge l’ebollizione, poi abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno.

Per capire quando la marmellata sarà pronta lasciatene cadere una goccia su un piattino che avrete tenuto in frigo e poi inclinate il piattino. Quando la goccia invece di scivolare velocissima verso il basso tenderà a frenare la marmellata sarà pronta. Tenete conto che le marmellate di agrumi gelatinizzano quando sono fredde e continuano a gelatinizzare per un mese quando sono nei vasetti. Quindi non aspettate troppo.

Per capirci, quella che vedete qui nella foto di apertura era praticamente appena fatta, adesso la stessa marmellata è decisamente più densa. A me c’è voluta una mezz’oretta circa per raggiungere la giusta densità. Ovviamente meno cuocete la marmellata, più sarà buona e più le arance manterranno le loro proprietà. Fate anche attenzione a non alzare troppo la fiamma, altrimenti lo zucchero caramellerà e la marmellata prenderà un sapore amaro.