Attenti!!! Ho un estrattore e non ho paura di usarlo!!! Quindi se non volete essere inondati da succhi di frutta e verdura, crude e cotte (!) di ogni tipo, saltate questa rubrica a piè pari, ché qui ho intenzione di esplorare ogni recondito angolo del mondo dello slow juicing, e sviscerare tutte le possibili caratteristiche, segrete e risapute, di questo modo, secondo me molto eccitante, di integrare l’alimentazione.
juicing
Magari qualcuno di voi si sta chiedendo che diamine è un estrattore. Io stessa fino all’anno scorso non avevo idea di cosa si trattasse, e siccome da mo’ che sto cercando di decrescere, vale a dire privarmi di tutto ciò che è superfluo, inutile, e conseguentemente anche di tagliare fuori i macchinari elettrici per quanto posso (sto sperimentando un sacco di modi per fare il pane a mano, ve li mostrerò molto presto), non è che fossi molto ben disposta davanti a un altro aggeggio al quale trovare posto in cucina (pure costoso, oltretutto). Poi però mi sono imbattuta nel video di una certa Charlotte Gerson e mi si sono accese un po’ di lampadine tra un neurone e l’altro (quelli due sono).

Nel video la Gerson, che è una signora tipo novantenne molto lucida e carina, raccontava di come suo padre, un giovane medico, (fate due calcoli… è un sacco di tempo fa!), soffriva di forti mal di testa, e mangiando molta frutta e ortaggi freschi e crudi aveva attenuato moltissimo il problema. In sèguito aveva sperimentato questo “metodo” su molti dei suoi pazienti, che avevano malattie più o meno gravi (anche *molto* gravi), e aveva riscontrato la stessa efficacia anche su di loro.

Per i particolari ritagliatevi un’oretta di tempo e guardate il video, ne vale la pena anche solo per conoscere l’argomento, ed è una visione molto piacevole e per nulla noiosa. Io salto direttamente al fatto che adesso esiste una Gerson therapy (che prevede anche dei clisteri di caffè, che il mondo scientifico ovviamente considera una bufala). Da profana non so se guarisca cancro e tumori, ma nel dubbio sarebbe la prima cosa alla quale mi affiderei se stessi male, salvo affiancarla ad altre strategie serie, dove per serie intendo consapevoli e non aggressive.
Non contenta, sono anche andata a studiarmi un po’ le conferenze di Colin Campbell, l’autore del China Study; quest’ultima, per chi non la conosce, è una ricerca molto approfondita sulla relazione tra tumori e alimentazione. Pure lì ne ho da raccontarvi (è un po’ che sto scrivendo un post che descrive la mia personale opinione sull’argomento); il succo (è proprio il caso di dirlo) del discorso comunque è che è molto importante ridurre decisamente l’introito di proteine animali nella propria alimentazione (cosa qui in zaclandia stiamo facendo già da tempi non sospetti) a favore di quello di frutta e verdura cruda.
Queste e altre scoperte varie mi hanno fatto avvicinare al mondo del juicing; trovo che sia un modo intelligente e sano per aumentare il proprio introito di vegetali crudi (ma anche cotti, vedrete…) riducendo i tempi di preparazione e, cosa che per le mamme è stra-utile, rendendo frutta e verdure graditissime ai propri pargoli, i quali — non si capisce perché — da una certa età in poi odiano tutto ciò che è “verde” (pigrizia!!?).
Potreste dirmi che avrei potuto comprare una centrifuga, che costa molto meno ed è alla portata di tutti, ma tra i due apparecchi (e soprattutto tra i succhi che producono) passa una grossa differenza. L’estrattore, a differenza della centrifuga, “mastica” ortaggi e frutta per mezzo di una coclea, una specie di vite cicciona, che li schiaccia contro un cestino pieno di buchini (piccoli piccoli o un po’ più grandini, a seconda della texture e della quantità di fibre che preferite nella vostra bevanda). La coclea gira molto lentamente (meno di 80 giri al minuto, e nel modello che ho io addirittura 40 giri).
estrattori a confronto
Nella centrifuga tradizionale, che si basa sull’utilizzo di una lama piatta che ruota ad alta velocità, (cito da questo bel sito) “durante il processo di spremitura, calore, elettricità statica e una grande quantità d’aria entrano nel contenitore di succo distruggendo le sostanze nutritive tramite ossidazione. Gli enzimi vivi contenuti in frutta e verdura vengono distrutti a temperature che superano i 50 gradi centigradi. Tutti gli apparecchi che utilizzano un meccanismo di rotazione centrifugale creano una quantità di calore da frizione che uccide le sostanze nutritive vive.”
Nelle vecchie centrifughe la polpa si infila nei buchini del setaccio, che è molto difficile da pulire, e bisogna interrompere continuamente la spremitura per lavarlo; produce un sacco di scarti e poco succo, che si ossida e si separa velocemente e conserva molti meno nutrienti. È decisamente molto rumorosa e non è in grado di estrarre il succo dagli ortaggi a foglia e le erbe.
hurom slow juicer - italjuicer
A quel punto ho fatto un sacco di ricerche in rete e ho trovato tanti modelli di “slow-juicer” o “estrattori”, e tra tutti quelli che ho visto mi sono concentrata su questi della Hurom, che mi è sembrato abbiano un buon rapporto qualità/prezzo, oltre a un bell’aspetto (che per un grafico, come sapete, è fon-da-men-ta-le!!) e che ho potuto provare dalla mia amichetta del cuore Castadiva, sotto forma di un meraviglioso succo di uva, zenzero e altro, che ci ha fatto provare alla fine di quest’estate.
hurom slow juicer
Così ho contattato la Hurom-Italia, prima su Facebook e poi sul loro sito, esponendo le mie ragioni, presentando la nostra associazione e i nostri intenti, e con mia grande sorpresa mi sono imbattuta in una persona che non li vende per mero profitto, ma per convinzione personale. Non vi racconto i particolari, ma vi dico che abbiamo avuto un’esperienza molto dolorosa in comune, sorprendentemente simile, ed è stata proprio questa che ha portato Gianfranco a interessarsi agli estrattori e a portarli qui in Italia. Oltretutto ho trovato un uomo gentile, sveglio e molto professionale che si è appassionato a ciò che stiamo cercando di fare con il pasto nudo e mi ha concesso un bello sconto (su tutti gli acquisti) del 10% per i nostri soci e mi ha anche mandato una delle loro macchine per provarla e farvela vedere.
estrattore hurom slow juicer
Come sapete, il pasto nudo non fa pubblicità a nessuno in cui non creda veramente; ormai mi conoscete e sapete che sono la trasparenza fatta blog quindi chiedetemi pure tutto ciò che volete se aveste dubbi di qualsiasi tipo, io sarò pronta a rispondervi. Vi anticipo anche che probabilmente in futuro avremo parecchie altre collaborazioni di questo tipo: ho tutte le intenzioni di contattare le aziende che mi sembrano meritevoli di attenzione e di diffusione e farmi mettere in grado di parlare con cognizione di causa di qualunque cosa credo sia utile per aumentare la propria consapevolezza alimentare. D’altra parte è esattamente lo stesso lavoro che sto svolgendo con i produttori meritevoli e sono molto orgogliosa di farlo! :-)
In questa rubrica vi racconterò tutte le mie scoperte nel campo del juicing; i pregi, i difetti di questo modo di integrare vitamine e nutrienti e gli errori nei quali si può incorrere su questo cammino, e magari ci metterò anche una spolverata di bioterapia nutrizionale (Elena, mi aiuti tuuuu?!) per non fare cavolate nei vari abbinamenti tra frutti e verdure.
Vi spiegherò le differenze tra un estrattore e una centrifuga e tra un succo e uno smoothie (e un frullato). Studieremo insieme i modi per riutilizzare le fibre che vengono scartate (mooolto più asciutte di quelle che vengono fuori dalle comuni centrifughe) e i motivi per i quali a volte bere un succo può essere meglio di mangiare la verdura tal quale; prenderemo spunti dai vari blog dedicati solo a questo argomento e mi ispirerò anche alle fonti alle quali attingo di solito per provare un sacco di ricette interessanti e utili per la nostra salute fisica (ma anche emotiva) :-)
Credo e spero che vi piacerà! Io ce la metterò tutta, i due neuroni sono già tutti eccitati al pensiero delle nuove conoscenze che acquisiranno e dei giochi nuovi che avranno tra le manine. E pure io! :-)