Salsa di ràfano, e sue implicazioni

Di |2019-01-08T18:49:49+00:00martedì, 16 settembre 2014|cose di base|0 Commenti

Primo giorno di lavoro serio, ché la scuola è cominciata in tutta la sua silenziosità (in casa) e risvegli all'alba, e io ho di nuovo diritto alla concentrazione, che mi era stata asportata da fine giugno :-) Ci sono tante novità di cui debbo parlarvi, tra cui una molto eccitante che riguarda la vostra spesa, ma per oggi mi limito a due chiacchiere sul ràfano, prima che inizi il freddo quello vero (sotto i 23 gradi, ehm).
salsadirafano01
Gli è che sul balcone ho tutta questa serie di vasi (di coccio, ovviamente! E quindi pesantissimi! Chi potrebbe resistere al fascino del coccio?), tutti uguali e tutti straripanti di piante aromatiche e non, comunque mangerecce, perché i miei cinque pianeti in vergine non mi permettono di coltivare piante solo belle, devono avere un'utilità, ehhhh!!

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  1. Loretta 16 Settembre 2014 alle 12:13

    No, il rafano non fa proprio per me… peccato perché il procedimento era affascinante…

  2. claudia 17 Settembre 2014 alle 13:00

    Io lo adoro. Ma lo adoro. Ma no, anzi, lo adoro. :-)
    Non amo invece la panna, anzi, proprio non la sopporto. Pero’ un pochina nella salsa di rafano guarda, la accetto pure! Quando sono tornata su a giugno, sono stata in uno dei tanti meravigliosi rifugi dell’Alto Adige (che ok, ad andarci ora, dopo due anni di Sudafrica, mi sono sembrati subito tipo dei bar di citta’, visto che comunque di naturale non c’e’ piu’ praticamente nulla ;-) ). Comunque sia, la loro salsa di rafano fatta con la (loro) panna era una roba da svenire. Io la mangio proprio cosi’, sul pane. Anche se la morte sua e’: pane tostato, un filo di burro crudo spalmato sopra, della trota leggermente affumicata e, come degna conclusione, la salsa di rafano (sospiro, il fisico mi ha conquistata anche cosi’, aaanni fa, a Tuebingen :-) ).
    Per le radici: se non le vuoi conservare e le usi subito, non e’ poi *cosi’* importante toglierle nei giorni in cui la luna e’ nei segni delle radici (mentre, se le vuoi conservare durante l’inverno, tipo le carote o le patate, allora si’).
    Piuttosto, per avere radici belle dritte grandi e forti, sarebbe meglio fare attenzione a compiere tutte le altre fasi (semina, piantagione, trapianto, annaffiatura, cure varie) in un segno di radici (o comunque non quando ci sono quelli che io chiamo “giorni da divano” (nodi lunari etc). Altrimenti ti vengono quelle che i tedeschi chiamano “l’incubo delle casalinghe” (nel senso che sono tipo delle piovre e impazzisci per pulirle bene).
    A proposito, vogliamo parlare dei clamorosi effetti del rafano grattugiato per guarire la sinusite? (a parte le bruciature se uno e’ cosi’ impedito da applicare il rafano *direttamente* sulla pelle eh eh)
    Grazie per la voglia incredibile di rafano che mi hai messo, eh ;-)

  3. sabine eck 18 Settembre 2014 alle 00:14

    Ma cosa trovo qui sta sera… il rafano :-)))) – me lo preparo ogni autunno (grattugiato fine sotto olio d’oliva). Buonissimo e sanissimo; pienamente d’accordo con @Claudia :-)
    I raffreddori non hanno scampo se mangiato regolarmente.
    Pane+Burro+Rafano = un paradiso intrigante per il palato… e una fetta tira l’altra

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