Puff, pant!!! Ancora non sono riuscita a riportarvi quello che è successo al Blogfest a Rimini, e comincio a rendermi conto che non riuscirò mai a raccontarvi tutto tutto quello che accade come facevo una volta. Le cose si succedono troppo velocemente, il pasto nudo corre come un treno.
Vi faccio un riassunto veloce, perché in questo post devo soprattutto presentarvi una realtà stupenda che merita di essere conosciuta non solo in tutta Italia, ma nel mondo intero, e se ci fossero altri mondi pure lì!
Se ben ricordate sono andata a moderare un panel, nel corso del food Blogfest, sul nuovo modo che la gente ha di acquistare, su come si pone negli ultimi anni rispetto alla grande distribuzione, come approccia i piccoli produttori e come utilizza le nuove possibilità di e-commerce on line.
Devo dire che Rimini mi ha molto sorpresa. Ci ero stata svariati anni fa, per una vacanza di qualche giorno al mare, e non è che mi fosse piaciuta tanto. Troppo turistica, spiaggia troppo lunga e troppo uguale, ma forse ero solo in pessima compagnia (parlo di una delle mie vite pre-zac, eh). Invece stavolta l’ho trovata carinissima: raccolta, piena di gente (pure anziana) che girava tranquillamente in bicicletta, un sacco di posti dove potevo mangiare bio, tutto a due passi, pulita e ben organizzata. Poi c’era pure il sole, cosa che non guasta mai :-)
Abbiamo trovato un posto splendido dove ci siamo rifugiati per colazione, pranzo, cena e spuntini, che tra l’altro esiste da tipo dieci anni, e si trova accanto a un negozio bio molto fornito con un sacco di cose inedite (incredibilmente ho trovato dei cracker che mi piacciono, *senza frumento*!) che si trova lì dal doppio del tempo.
Il food blogfest è stato organizzato splendidamente, tra gli altri, da Paola Sucato, che se non la conoscete dovete conoscerla; qui trovate il suo punto di vista su quello che è successo, ma insomma non ho mai visto una donna con così tanta energia e pazienza; anzi vederla non è proprio la parola esatta. Rende più il concetto l’immagine che avete di qualcuno sotto una luce stroboscopica, adesso c’è adesso no, adesso sì adesso no e così via :-D
Per venire al punto, tra le belle persone che sono intervenute al panel (e di cui vi parlerò prestissimo) ho conosciuto anche un certo Tom Dean, di una stupenda azienda che si chiama portaNatura (mi raccomando, p piccola e N grande!). Io non so come chiamare il tipo di servizio che fanno loro. Ne stanno sorgendo tanti in Italia, non tutti bio, ma molti sono consapevoli, e in genere hanno in comune una grande e *reale* (mica come Banderas e la gallina) passione per il loro lavoro, per la terra, per la gente.
In pratica loro consegnano a domicilio ogni settimana frutta e verdura biologica (e bio-di-na-mi-ca!!!) nell’area di Milano, Genova e Torino; in parte sono cose coltivate in un’azienda biodinamica che si chiama la Raia (per adesso uve — da cui si ottiene uno strepitoso Gavi Docg — e cereali come monococco, segale, farro dicocco e grano tenero da varietà antiche), nella quale portaNatura ha gli uffici (con vista su colline e scoiattoli!), e in parte raccolgono da contadini di loro fiducia dei dintorni.
La differenza con i soliti cassettoni — oltre alla qualità — è che da loro si può scegliere anche frutta e verdura sfusa, scegliendo ovviamente tra quelle disponibile al momento, a seconda della stagione. Inoltre non ci sono solo frutta e verdura, ma un sacco di altre cose salvavita, come farine, cereali, formaggi, uova, latticini, carne di vari tipi, dolci, bevande, vini, tutto bio o biodinamico. Ah, e pure prodotti per la casa, pannolini, cosmetici, libri e altro.
Tom, un inglese trapiantato nelle terre del Gavi, è un uomo super educato e gentile, appassionato del suo lavoro e bello come il sole. Insieme a lui ci sono Alice, che appena l’ho conosciuta l’ho amata (mica solo per il nome), Betty, che non ho avuto il piacere di conoscere, e Alessandro, anche lui molto carino e con un aplomb da vecchi tempi (oh, io sono all’antica in certe cose). Eccoveli qui sotto, se volete conoscerli uno per uno si presentano perfettamente qui sul loro sito. Una citazione merita anche la moglie di Tom, che spero vivamente di conoscere un giorno, che insieme ad altre mamme ha fondato una scuola steineriana piccola ma stupenda, come tutte le scuole Waldorf (lo so, sono di parte <3).
I portaNatura sono arrivati al Blogfest con tanti box di carote freschissime, ancora con le loro barbe croccanti (delle carote, non delle persone), e le hanno distribuite alla fine della tavola rotonda a tutti i presenti, compresa la pulcina, che sembrava un coniglietto saltellante tra un mega-materasso bianchissimo e un visitatore intenerito.
Quasi non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di parlare con loro per capire quanta cura mettono in ciò che fanno, perché lo esprimevano benissimo anche solo con il loro modo di essere e di fare. Forse può darvene un’idea il loro furgone, tutto stampato con scritte che spiegano esattamente cosa fanno e come, o anche questa bellissima pagina sul loro sito, che spiega perché acquistare da loro: leggete e ditemi se non ho ragione!
“Non tutti sono clienti di portaNatura, ma chi lo è ama cucinare con le stagioni, desidera cibo sano ad un buon prezzo, è interessato alla provenienza di ciò che mangia, pensa che le code nei negozi siano noiose, non ha sotto casa un mercato di contadini bio, balla mentre lava i piatti!”
e ancora: “Perché sapete che c’è bio e bio e i nostri prodotti sono di alta qualità; perché vi importa che l’energia sia usata in maniera consapevole, come facciamo noi; perché siete stufi di packaging che non possono essere smaltiti e i nostri sono a basso impatto ambientale; perché volete che gli animali e la terra siano trattati bene e noi rispettiamo gli uni e l’altra; perché volete sostenere contadini intelligenti e appassionati, come quelli che lavorano con noi; perché l’etica conta, non solo le belle parole: Il 5% dei nostri utili sostiene progetti pedagocici gratuiti; perché sapete che collegando il produttore al consumatore, si riduce la catena commerciale e si realizza un’economia più equa; perché avete capito che biodiversità è ricchezza, gusto e benessere.”
Ciliegina sulla torta, Tom ha portato a noi che abbiamo partecipato al Panel un bellissimo regalo: un box con frutta e verdura appena colta, che ha affrontato il ritorno a casa molto stoicamente, devo dire, come potete vedere nella foto d’apertura. Anche la scatola è tutta serigrafata nello stesso modo elegante in cui loro si presentano.
In cambio io gli ho regalato una copia del pastonudolibro, con una bella dedica incoraggiante per aiutarli a rimanere così stupendi. E Tom mi ha chiesto subito di dargliene qualche copia da vendere sul loro sito 8-)
Le ultime due cose devo dirvi, poi vi lascio andare, prometto. Anche se lo scopo del pasto nudo e quello dell’associazione che abbiamo da poco fondato è dichiaratamente portare la gente in contatto con i piccoli produttori, saltando la grande distribuzione e toccando con mano la realtà della coltivazione e dell’allevamento, credo che questo tipo di aziende che vendono cibo online siano molto importanti e utili per chi purtroppo non ha neanche quelle due ore di tempo nel week end per fare un giro al mercato con i banchi bio, o ancora meglio, direttamente una scampagnata a scopo di acquisto (e di sole e aria fresca).
In questo caso dobbiamo imparare a fidarci non più del produttore ma di queste persone che fanno un po’ da ponte tra noi e chi produce. Anche qui vale la stessa regola di cui parlo sempre: a differenza di quello che accade nella grande distribuzione, qui ci sono persone vere con cui potete facilmente parlare, alle quali potete chiedere quello che volete e con cui potete interfacciarvi serenamente. Ascoltate il cuore e il vostro discernimento e decidete. Io posso solo presentarveli, e dirvi che impressione hanno fatto a me (in questo caso, migliore non potrebbe essere).
Seconda cosa, non è che vi viene in mente un termine per definirli? Io non so come chiamarli, argh! I portatori? I consegnatori? I surfisti del cibo (no questo no eh)? Insomma, lo so che è una realtà nuova, ma mica vorremo chiamarli i food e-commerce, no? Troviamo una parola italiana e pastonudista, lo so che siete creativi, scatenatevi un po’! :-)
portaNatura
strada Monterotondo 79
15067 — Novi Ligure (Alessandria)
+39.0143.745407
+39.348.7446271
Confermo che la frutta & verdura è stu-pen-da!!! E poi arriva in queste fantastiche scatole di cartone serigrafate…
Noi siamo già clienti e super, super felici, yum! :D
il primo che mi viene in mente è: portatore sano di cibo
catturata da quelle favolose scatole di cartone (..ahh, quanto ci perdiamo in questi dettagli noi donne..).. sono molto curiosa di conoscere di più di questa impresa.. mi piace
baci
Anche a Firenze c’è Ortoacasa Funziona benissimo ed è comodissimo!
Che bello! Mi vado a “spulciare” il loro sito.
Magari avere qualcuno così vicono ad Arezzo…..nonostante la mia caparbia ricerca, non esistono realtà come queste! Grazie per il tuo lavoro Nadia
@nadia: dammi qualche giorno e forse ti sorprenderò :-D
ciao, andate su quest sito x la zona di roma offre lo stesso servizio.
http://www.zolle.it/web/
e incredibile! anche a Palermo esiste una realtà stupenda : Coop Vita Bio, anche loro innamorati del loro lavoro, anche loro producono e vendono direttamente e a prezzi accessibilissimi, anche loro consegnano – se vuoi -a domicilio. oppure fare come me che vado al loro spaccio per acquistare e contemporaneamente parlo con Gaspare – coltivatore consapevole – delle verdure, di come si coltivano, di come cucinarle e di tutto quello che mi viene in mente. Mi auguro che di queste realtà ne sorgano tante!
Non sto nella pelle….. aspetto curiosa.
Grazie
Nadia
l’#epicfail di mio figlio che si ammala proprio quel weekend e che ovviamente mi impedisce di venirti a conoscere di persona ancora mi amareggia, sappilo.
Ma mi piace quando parli di Rimini :)
Prossima volta ti invito a cena, così facciamo prima :D
che bella azienda… fanno ben sperare questi ragazzi giovani :-)
li chiamerei * ra(ga)zzi-bio-logici*
Bravissimi!
A bologna c’è Arvaia (www.arvaia.it) cooperativa di cittadini/agricoltori/biologici: diventando soci si possono acquistare le cassette e coltivare la terra, loro lo chiamano agri-fitness :)
Tra le altre iniziative quest’anno mettevano a disposizione la strumentazione e i pomodori per fare la pummarola in campagna… che felicità!
Oppure ci sono i corsi per coltivare il proprio orto, insomma a Bologna non ci sono più scuse per non autoprodursi il proprio cibo!
Ciao pastonudisti
[…] del blog di portaNatura, il sito di una bellissima realtà di Novi Ligure che avevo conosciuto qui, grazie alla solita Sonia che […]